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Tema dei convegni


"Dove finisce la logica iniziano le chat"



PROGETTO


Nuovi mezzi di conoscenza e di comunicazione.
Luoghi frequentati quotidianamente da centinaia di persone. Tutte con uno scopo tutte con una meta da raggiungere,
come ed in che modo far capire ai giovani,
che un luogo tanto aperto e tanto all'apparenza chiaro, alla base non lo è?

I giovani di oggi lanciati in un mondo che solo all'apparenza sembra allo sbaraglio,
ma che in realtà è un mondo molto vero.
Un mondo vissuto con freddezza, con regole,
con piccole leggi dettate da tutti e da nessuno.
Un mondo quello delle chat dove tutti possono essere ciò che vogliono,
ma è davvero tutto relegato solo ed esclusivamente alle chat?

Presunzione di sapere, di conoscere, di avere già domande e risposte.
Ma la chat non è un luogo pre stampato,
è un luogo frequentato per lo più da persone sole,
che cercano in un monitor e in una tastiera, tutto quello che il mondo reale,
secondo loro, non può dare.

Presunzione o verità, la risposta forse non esiste perché
in chat ogni persona ne può impersonare altre 2, 3, 4,
quante ne vuole a seconda del giorno, dell'umore,
della situazione familiare della situazione lavorativa.
Ma come far capire ai giovani,
che l'abilità in chat è una cosa comune a tutti,
anche per me che ci lavoro ogni giorno.
Abilità nel saper non cadere nelle trappole che vengono lasciate lungo il percorso.
Trappole ben studiate e che solo con la freddezza di chi
non cerca nulla o di chi cerca solo dialogo serio e amicizie serie,
se capitano, sa scovare.

La chat non è falsa, la chat non è ambigua,
sono falsi e ambigui quelli che la frequentano,
quelli che non la sanno usare,
quelli che hanno la presunzione di credere (sbagliando),
che la chat è anonima.

La chat è un luogo pubblico e come tale,
tutto ciò che si scrive è registrato,
quindi riconducibile attraverso una parola che è "HOST"
al numero di telefono dell'utente che sta chattando,
uffici, internet point, luoghi pubblici, case private.

Come far capire ai giovani che
la diffidenza in chat è considerata alla pari del
non accettare caramelle dagli sconosciuti.
La chat è un luogo mentale, un luogo per la testa ed il cuore,
ma come in ogni cosa che si compie nell'arco del giorno e della vita,
vanno usati con criterio e con la consapevolezza
che dall'altra parte del monitor, non c'è un nick name,
ma c'è una persona, con problemi forse veri, forse falsi,
ma questo a noi non deve interessare... non in questo luogo e
non in questo contesto.

 







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